FESTA DI SAN PIETRO NOLASCO

6 MAGGIO 2007

Carissimi, con gli auguri più fervidi invio la lettera che ho avuto la gioia di indirizzare all'Ordine e a tutta la Famiglia mercedaria. Voglia il Signore e la Vergine Santissima della Mercede darci un cuore nuovo per operare dietro il nostro Santo Fondatore ed essere oggi continuatori del suo carisma di liberazione da ogni schiavitù. Con stima e sincero affetto. P. Giovannino Tolu, Maestro Generale

Ave María!

Santiago del Chile 27 aprile 2007

Cari confratelli,

Dalle terre del Cile, dove mi trovo in visita canonica, il mio pensiero corre a voi per farvi giungere i più fervidi auguri in occasione della Pasqua e per esortarvi a lasciarvi folgorare dalla luce di Gesù Risorto.Gesù non è solo Colui che ha vinto la morte, come crediamo, ma è anche Colui che con la sua morte e risurrezione ha dato pieno significato alla nostra vita.

Anche se non ce ne rendiamo ancora perfettamente conto, in Lui e per Lui noi siamo già nuove creature, partecipi dello Spirito di santificazione che, come fiume di grazia, ha inondato la terra e l’universo intero.

Vediamo questa luce di Cristo Risorto investire la persona e l’opera del nostro Fondatore, Pietro Nolasco, la cui festa annuale ci apprestiamo a celebrare solennemente con tutta la famiglia mercedaria.

San Pietro Nolasco si presenta a noi come una figura pasquale, inondata di splendida luce, perché deposta ogni opera di morte, si consacra all’amore di Dio e dei fratelli, vive la vita di Dio facendone dono al suo prossimo, al povero, al bisognoso, all’oppresso.

Come la Vergine Maria è divenuta Madre dell’umanità redenta ai piedi della Croce, così il nostro Santo Fondatore, dall’incontro con Gesù crocifisso, ha potuto ricevere e trasmettere lo spirito redentore per riconoscere e valorizzare negli schiavi del tempo la perla preziosa del Vangelo.

Accogliamo, perciò, fratelli l’invito delle nostre Costituzioni per rivolgere a lui il nostro sguardo, venerarlo e imitare la sua vita. Sono questi tre aspetti in stretta relazione fra di essi. Non possiamo venerarlo senza aver prima fissato su di lui i nostri occhi nel desiderio di imitare la sua vita.

Con lui incontriamo necessariamente i suoi fratelli, gli schiavi di ogni tempo e di ogni luogo, che sono la sua corona di gloria, che da lui invocano la desiderata libertà sempre dell’anima e spesso anche del corpo.

Sotto qualsiasi forma lo vogliamo guardare, Egli non è assolutamente un semplice ricordo del passato, una bella statua commemorativa o una pittura artistica; Egli è una persona viva, ancora vivamente interessato a tutti i figli di Dio, privati della loro dignità ricevuta col sacrificio redentore di Gesù.

Attorno a Lui continuano a riunirsi gli schiavi di sempre, attirati come da una calamita, così che la sua festa diventa la festa di tutti quelli che sperimentano il peso delle catene e dei ceppi e che attendono la liberazione da ogni schiavitù. E’ per questo che ho il piacere di proporre che lo stesso giorno in cui celebriamo la festa del nostro Santo Fondatore diventi anche una speciale giornata per gli schiavi di oggi, un momento di speciale attenzione per tutti loro, in nome di san Pietro Nolasco.

Con gli occhi aperti sul mondo riconosciamo che schiavi sono tanti bambini che si affacciano alla vita e che già respirano un’aria contaminata da tante atrocità. I loro polmoni non respirano aria pulita, ossigenata dall’amore. Troppo spesso immettono aria avvelenata da comportamenti indegni dell’uomo e di cui i bambini sono purtroppo le prime vittime innocenti.

Schiavi sono tanti uomini e donne che pur avvertendo la loro intrinseca bellezza, si coprono di fango, illudendosi di collezionare trionfi e di rivestirsi di perle. In realtà essi si ritrovano nudi, come leggiamo nella Bibbia riguardo ai nostri progenitori, quando con la disobbedienza si allontanarono da Dio che ama avere familiarità con le sue creature.

Più numerosi degli schiavi incontrati e liberati da san Pietro Nolasco, a suo tempo, sono quelli che oggi trascinano vergognose anche se invisibili catene, non meno dolorose e umilianti di quelle di sempre. E tra questi, come non vedere quelli che sono convinti di essere persone libere e che invece sono ancor più schiave perché dominate dal proprio insaziabile egoismo a detrimento di altri esseri umani che portano i lineamenti di Gesú?

Fratelli, dovunque ci troviamo a operare portiamo avanti il motto e lo spirito di Pietro Nolasco. Questo dev’essere il senso ultimo della sua festa: riscoprire il nostro Santo Fondatore, farne rivivere lo spirito, scoprire luoghi e situazioni dove si annidano le schiavitù e dove è possibile issare la bandiera della libertà.

Che pena non debellare del tutto dalla faccia della terra la piaga di ogni schiavitù! L’importante però è continuare decisi la battaglia intrapresa dal nostro Fondatore e dare a tutti la gioia della recuperata dignità, quella dignità che risplende in questa festa pasquale ed è destinata a illuminare l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo.

Non perdiamoci d’animo, fratelli, combattiamo le nostre battaglie quotidiane sapendo che lo spirito di san Pietro Nolasco non è morto, continua a vivere in ciascuno di noi e per mezzo nostro aspira a raggiungere il cuore di ogni uomo e di ogni donna per farlo vibrare al grido della libertà.

Ma intanto, domandiamoci se noi stessi siamo pienamente liberi per poter liberare gli altri, come abitualmente diciamo. Solo così potremo celebrare con spirito di figli san Pietro Nolasco che è vivo nella Chiesa e che desidera ancora trovare compagni d’avventura per scrivere altre pagine d’eroica virtù per continuare a cantare a Cristo Redentore, risuscitato da morte e che vive nel cuore dei suoi amici.

Auguri di cuore. Buona festa di san Pietro Nolasco. Che sia per tutti una festa caratterizzata da una gioia profonda, un’occasione per attingere un nuovo impulso alla nostra missione redentrice, insieme con Maria Santissima, ministra di redenzione.

P. Giovannino Tolu

Maestro Generale

 

 

MESSAGGIO DI SUA PATERNITA’ IL MAESTRO GENERALE in occasione della Pasqua 2007

Fratelli della Famiglia Mercedaria,

ancora una volta la nostra Santa e Madre Chiesa fa giungere a noi il grido dell'Angelo alle donne: Non é qui. E' risorto. Il sepolcro non poteva essere l'ultima parola su Gesú. E' la totale e definitva vittoria di Gesú sul peccato e sulla morte.Per il sacrificio redentore di Gesú, l'umanitá é stata graziata ed é entrata nella vita vera, senza tramonto, la vita stessa di Dio. A poco ci sarebbe servito avvicinarci alla vita, assaggiare una fetta di vita se non avessimo avuto la gioia di entrare nel Tempio stesso della vita. Con Gesú risorto siamo stati introdotti nella pienezza della vita, nella sorgente inesauribile della vita che non basterá l'eternitá per poterla esaurire. Sará vita in abbondanza, come ha detto Gesú, secondo quanto ci riferisce Giovanni nel suo Vangelo. Si tratta di un dono grande, capace di trasformare dal di dentro la nostra esistenza. Cambiano cosí le nostre relazioni che diventano incontri di fratelli. Viene bandita per sempre la guerra ed ogni violenza. Deve regnare la pace. L'unica violenza consentita é contro il proprio egoismo. Le povertá servono a scatenare nel mondo il fiume della solidarietá. L'umanitá si rinnova dietro la guida sicura dell'Agnello immolato che é nello stesso tempo il Buon Pastore che ci introduce nei pascoli della vita eterna. Auguri a tutti. Buona Pasqua. Viviamo da risorti, allegri, disponibili verso tutti. Il mondo ha bisogno di questa novitá. La Risurrezione di Gesú puó rendere diverso ogni giorno a venire. Maria Santissima, Madre del Risorto ci accompagni nello stare come Lei coraggiosamente sotto la Croce.

Con grande affetto.

P. Giovannino Tolu

dal Cile dove sto visitando i miei fratelli della Provincia cilena

   
 
 

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